Le riforme costituzionali nel regno unito nell’ultimo decennio stanno segnando quella che è stata definita una “quite revolution”. Con l’entrata in vigore dello Human Rights Act, la devolution scozzese e gallese, la riforma lenta ma cruciale della House of Lords e l’introduzione di una nuova Corte Suprema, si sta consumando, una vera e propria trasformazione del sistema costituzionale britannico. Con il Constitutional Reform Act del 2005, non si è solo introdotto il principio della separazione formale dei poteri ma, grazie alla connessione con le altre riforme costituzionali e una rinnovata critica verso il dogma della sovranità illimitata del parlamento, si sono poste delle premesse che hanno portato a prevedere per la nuova corte suprema un ruolo di corte costituzionale (hazell). Questo cambio di prospettiva politica e dottrinale rappresenta il più grande cambiamento costituzionale della storia britannica recente e il Constitutional Reform Act, che inizialmente arrivava addirittura a prevedere l’abolizione di una figura storica come quella del Lord Chancellor si pone in una posizione chiave nell’armonizzazione di questo cambiamento e nella spinta verso la modernizzazione dell’assetto costituzionale del Regno.
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