diario di un tesista 2

Aprile 29, 2008

1. La necessità di una nuova Corte Suprema

Il 12 giugno del 2003 il Primo Ministro Tony Blair annunciò, durante una conferenza stampa indetta a causa di un rimpasto di governo, l’intenzione di creare un nuovo Dipartimento per gli Affari Costituzionali che avrebbe sostituito il Dipartimento del Lord Chancellor. Durante la stessa conferenza stampa Blair annunciò che il Governo aveva in progetto di riformare il sistema di nomina dei giudici e di istituire una nuova Corte Suprema per il Regno Unito . Il mese successivo, il Dipartimento per gli Affari Costituzionali pubblicò un consultation paper - documento di consultazione popolare – nel quale si formalizzava l’idea di riforma sulla quale il Governo chiedeva l’opinione dei cittadini e delle istituzioni. Il comunicato stampa del 12 giugno, nel quale si prospettava addirittura un’abolizione della carica di Lord Chancellor, fu oggetto di feroci critiche politiche e giuridiche ma ebbe il ruolo di aprire la strada a quella che sarebbe poi stata la più importante riforma giudiziaria dopo il 1876. Nel giro di un mese i dibattiti sull’opportunità di costituire una Corte Suprema per il Regno Unito, che fino ad allora erano stati relativamente pochi diventarono repentinamente di grande attualità. Negli anni immediatamente precedenti c’erano stati diversi interventi da parte di istituzioni e di singoli commentatori che chiedevano la creazione di una Corte Suprema separata dalla House of Lords. Il centro di ricerca “Constitution Unit” presso l’University College di Londra era stato in prima linea ospitando nel 2001 l’articolo del professor Le Sueur in cui chiedeva una riforma del sistema giudiziario per adeguarlo allo standard richiesto dall’articolo 6 della CEDU il quale garantisce il diritto a un giudice imparziale , e poi ospitando nel 2002 la lezione di Lord Bingham of Cornhill il quale affermò esplicitamente che “la sua preferenza personale sarebbe per una Corte Suprema indipendente dal potere legislativo con una collocazione propria e con un proprio nome, con proprie risorse e staff, cosa che nella maggior parte dei paesi del mondo è dato per scontato” .

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