diario di un tesista 4

Maggio 25, 2008

1.4. Il nuovo Lord Chancellor

Anche se formalmente è la seconda parte dell’atto ad occuparsi del Lord Chancellor abbiamo visto come anche la prima parte, formata solamente da un articolo, sia legata al suo ruolo. L’articolo è stato introdotto con un emendamento proposto da Lord Falconer successivamente alla sconfitta del Governo nella votazione del 14 luglio e riflette la consapevolezza del Governo di dover cedere su questo punto a posizioni più conservatrici che mal sopportavano la soppressione della carica del Lord Chancellor seppur da un punto di vista puramente simbolico. Secondo quanto dichiarato durante la presentazione dell’emendamento alla House Of Lords da parte di Lord Falconer, l’introduzione dell’articolo dovrebbe avere l’obiettivo di “mantenere la posizione attuale del Lord Chancellor rispetto alla rule of law evitando effetti costituzionali più ampi, particolarmente in relazione con il principio di sovranità del Parlamento”[1]. L’emendamento fu infatti presentato per rassicurare quei Lord conservatori e liberali che avevano espresso la preoccupazione che l’obbligo per il Lord Chancellor di garantire l’indipendenza della magistratura determinato dall’articolo 3 non fosse abbastanza forte per descrivere il ruolo che il Lord Chancellor dovrà mantenere in relazione al principio della rule of law[2]. È proprio l’articolo 3 che descrive il ruolo che il Cancelliere sarà chiamato a svolgere quando l’atto entrerà in vigore e la cui sintesi è espressa dalla rubrica dell’articolo stesso che descrive il ruolo come di “garanzia dell’indipendenza costante della magistratura”[3]. L’articolo è particolarmente complesso e vale la pena analizzarne il contenuto comma per comma perché per la prima volta nella storia le responsabilità del Lord Chancellor vennero codificate dopo essere state consuetudinarie per quasi un millennio. Il primo comma prescrive che il Lord, gli altri Ministri e tutti gli uffici governativi con delle responsabilità relative all’amministrazione della giustizia, dovranno garantire l’indipendenza della stessa. Questo obbligo di carattere generale viene integrato dai commi successivi; il secondo e il terzo comma si preoccupano di regolare l’applicazione dell’articolo in Scozia e in Irlanda del Nord mentre è il quarto comma che statuisce: “i seguenti doveri sono imposti al Lord Cancelliere per garantire l’indipendenza della magistratura”. Il comma successivo infatti, vieta in modo generale al Lord Cancelliere e gli altri Ministri della Corona di influenzare i giudizi con il loro ‘special access’ nei giudizi. Il significato di ‘special access’ viene spiegato dalle Explanatory Notes pubblicate dal Governo ed è definito come ogni influenza sui giudizi che sia preclusa alla generalità dei cittadini. L’ultimo comma dell’articolo elenca in tre punti principali gli ulteriori obblighi del Lord Chancellor in relazione alla magistratura. “Il Lord Cancelliere ‘must have regard to’ – deve avere speciali attenzioni per: a) l’esigenza di difendere l’indipendenza [della magistratura]; b) ‘the need’ – l’esigenza – per i giudici di avere il supporto necessario per poter svolgere le loro funzioni; c) l’esigenza dell’interesse pubblico riguardo a decisioni politiche che riguardino i giudici o l’amministrazione della giustizia. Questa formulazione fu molto criticata perché considerata troppo vaga. La ‘Joint Committee on Human Rights’ nella sua relazione sull’atto scrisse che i doveri imposti al Cancelliere dall’articolo 3 sono espressi in maniera troppo debole e rappresentano un passo indietro in termini di protezione legale dell’indipendenza dei giudici. Il rapporto continua dicendo che “un obbligo espresso nei termini di ‘have regard’ e ‘various needs’ è un obbligo da considerarsi procedurale piuttosto che sostanziale” il quale “invece di pretendere dal Cancelliere di assicurare l’indipendenza già acquisita e di rafforzarla, richiede soltanto di trattarla come una delle considerazioni rilevanti nel processo decisionale politico”.[4] In risposta alle critiche Lord Falconer specificò che il testo dell’articolo è stato oggetto di un intenso confronto con il Lord Chief Justice e che esso ricalca le formule del ‘concordato’ sottoscritto dai due[5].


[1] HL Hansard, 7 dicembre 2004 par.740-741

[2] Oonagh Gay e Richard Kelly, ibid, p.28

[3] Art. 3 “Guarantee of continued judicial independence”

[4] Joint Committee on Human Rights, Twenty Third Report: Scrutiny of Bills, HL paper n° 210 HC paper n° 1282 2003/2004 consultabile su http://www.parliament.the-stationery-office.com/pa/jt200304/jtselect/jtrights/210/210.pdf

[5] Oonagh Gay e Richard Kelly, ibid, p.31

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